Il quotidiano Avvenire pubblica un articolo sulla Casa della Misericordia inserendolo all’interno delle pagine dove si parla dei poveri (pagina 5 di mercoledì 14 giugno, numero 139) .
In questi giorni papa Francesco è tornato su questo tema definendo la povertà «un vero e proprio scandalo che cresce», ed ha diffuso il messaggio per la prima Giornata mondiale dei poveri che si terrà il 19 novembre.
Nel messaggio si legge: «[…] le comunità cristiane diventino sempre più e meglio segno concreto della carità di Cristo per gli ultimi e i più bisognosi», e queste parole rafforzano ancora di più il progetto che portiamo avanti da mesi, nell’articolo di Avvenire si legge:

Dal giugno scorso la “Casa della Misericordia” nel quartiere Casilino a Roma – uno dei più poveri e disagiati della Capitale – è diventato il primo avamposto di aiuto per avere non solo viveri di prima necessità, ma anche un vestito spesso scarpe, dei farmaci e perché no un dignitoso e adeguato taglio di capelli o addirittura una doccia.
La struttura un vero sogno realizzato durante il Giubileo della Misericordia dipende territorialmente dalla parrocchia di Santa Maria della Fiducia.
La fila dietro i cancelli della “Casa della Misericordia” in quest’angolo di periferia estrema di Roma – una struttura di circa 700 metri quadrati – è lunga già alle 8 del mattino. «Le porte non si chiudono a nessuno – spiega uno dei responsabili don Luca Centurioni -. Questo quadrante è il più povero di Roma. Gli abitanti sono 550mila, il 30% vive al di sotto della soglia di povertà».
La Casa della Misericordia riesce da alcuni mesi anche a garantire un servizio medico con visite gratuite e distribuzione di farmaci dietro presentazione di ricetta. «A sostenerci in questa iniziativa soprattutto nella distribuzione dei viveri – racconta don Luca – è soprattutto il Banco Alimentare. E tra i fiori all’occhiello di questa nostra casa è quella di poter offrire ogni sera un pasto caldo a circa 80 persone». Una Rete capillare di carità e di piccolo welfare a misura di indigente (composto per il 60% da stranieri e il resto da italiani) che riesce a raggiungere le 13 parrocchie di questa prefettura (la XVII) della Diocesi di Roma.
«Per ora grazie anche all’aiuto di tanti benefattori – racconta con una punta di orgoglio don Luca Centurioni, sacerdote originario di Monza – con un tesseramento ad hoc riusciamo a dare gratuitamente dei prodotti alimentari a circa 1600 famiglie». Un sostegno quello della Casa della Misericordia che significa poter garantire ogni mese 80 chili di cibo di media per ogni nucleo familiare.
«Il mio augurio è di poter venire incontro alle tante richieste che di media sono sette al giorno – è la riflessione di don Centurioni – e di poter esaudire le aspettative di questi indigenti.
Il mio augurio per il futuro? Che ci sia una maggiore sensibilizzazione non solo da parte delle Istituzioni ma di tutta la comunità cristiana a non dimenticare questa porzione di società che soffre. Faccio appello a tutte le persone del mio quartiere e non solo, in particolare ai singoli per invitarli a condividere ogni giorno e non sporadicamente il pane con l’affamato. Solo così riusciremo a restituire dignità a queste persone».
Servizio di Filippo Rizzi su Avvenire di mercoledì 6 giugno 2017